2009/05/19

Lo stato laico

Dopo l'ultima uscita di Fini a proposito della laicità dello stato, ho deciso di raccogliere un po' di pensieri a proposito di cosa sia per me uno stato laico.

Lo stato laico è lo stato che non riconosce alcun potere superiore a se stesso.

Perché dico questo?

Uno stato religioso riconosce che esiste un potere superiore ad esso, chiamato Dio, ed un insieme di leggi, cui si deve uniformare. In uno stato religioso, quando una legge entra in contrasto con la parola di Dio, è la legge che deve essere cambiata.

Lo stato laico non riconosce l'esistenza di questo potere, come di nessun altro potere, e quindi non deve uniformare le sue leggi ad altri che a se stesso. Lo stato laico ovviamente possiede una costituzione, cui tutte le leggi vengono uniformate. Ma la costituzione stessa è una legge dello stato, e quindi lo stato può cambiarla, nei modi previsti dallo stato stesso.

Lo stato laico non riconosce l'esistenza di cose come la dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo. I diritti dell'uomo esistono poiché esistono le leggi dello stato che le tutelano. Lo stato laico può legiferare in accordo o contro tale dichiarazione, e nel momento in cui lo fa i diritti prescritti in tali dichiarazioni esistono, all'interno dello stato laico, o non esistono.

Secondo me, insomma, sostituire la dichiarazione fondamentale dei diritti dell'uomo alla bibbia o comunque ai dettami della Chiesa Cattolica non fa dello stato uno stato laico. Gli fa soltanto cambiare religione.

4 commenti:

luzmic ha detto...

Lo stato laico non riconosce l'esistenza di cose come la dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo. I diritti dell'uomo esistono poiché esistono le leggi dello stato che le tutelano.

Questa e' la differenza fra giusnaturalismo (ci sono diritti dell'uomo che prescindono dalla codificazione degli stessi in leggi formali) e giuspositivismo(esistono solo i diritti previsti da una legge dell'ordinamento). Non c'entra necessariamente con la laicita' dello stato.


Lo stato laico non riconosce l'esistenza di questo potere, come di nessun altro potere, e quindi non deve uniformare le sue leggi ad altri che a se stesso.

E' vero, ma questo (il non riconoscere autorita' superiori alla legge) secondo me non basta a definire uno stato laico, ma tutt'al piu' a definire una non-teocrazia. Uno stato per essere laico non dovrebbe accettare neppure mere influenze provenienti dalle religioni (vedi caso Englaro). Uno stato laico dovrebbe inoltre essere equidistante rispetto a tutte le religioni, o meglio essere indifferente alle religioni stesse (non nel senso di far finta che le religioni non esistono, ma nel senso che delle stesse non dovrebbe occuparsi direttamente, vedi insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, crocifissi negli edifici pubblici ecc.).

Marco Bizzarri ha detto...

"Questa e' la differenza fra giusnaturalismo (ci sono diritti dell'uomo che prescindono dalla codificazione degli stessi in leggi formali) e giuspositivismo(esistono solo i diritti previsti da una legge dell'ordinamento). Non c'entra necessariamente con la laicita' dello stato."

Beh, il punto è capire se lo stato può o non può violare i diritti naturali. Se non può violarli, cioé legiferare contro di essi, stai solo usando un'altra religione al posto della religione cattolica.

consul ha detto...

Lo stato laico non riconosce l'esistenza di questo potere, come di nessun altro potere, e quindi non deve uniformare le sue leggi ad altri che a se stesso.

Argomentazione davvero bizzarra: seguendo questa impostazione il prototipo di stato laico sarebbe ad esempio lo stato nazista, cioè uno stato etico!

Marco Bizzarri ha detto...

Allora esiste un potere che è superiore a quello dello stato?